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UNA CHIESA PER LA CITTA'

LA CITTA' PER UNA CHIESA

Attualmente la chiesa versa in condizione di progressivo degrado e rischia di subire danni irreversibili all'intera struttura. E' patrimonio storico che abbiamo il dovere di salvare, contribuendo al suo restauro.

Per rinnovare oggi la stessa generosità che i bresciani hanno dimostrato nel passato, l'Associazione Amici della chiesa di Santa Maria della Carità Onlus ha deciso di sostenere il restauro, promuovendo varie iniziative per la raccolta dei fondi necessari.

Oggi, come allora, basta un piccolo gesto per lasciare un segno importante nella storia della nostra città.

Santa Maria della Carità ritroverà il suo splendore artistico e continuerà a svolgere le sue preziose funzioni.

Il Presidente Notaio Franco Bossoni

 

 

Contribuisci al restauro della Chiesa di S.Maria della Carità "Lascia un segno della tua generosità" come donare

Un paio di aneddoti

Per definire quanto possa essere importante il ruolo giocato dalla chiesa, cito quello che nella storia è anche una dimensione forse più recente, e che ha visto più in evidenza il ruolo più popolare della chiesa stessa: Le suore che fino a 10/12 anni fa erano nel convento annesso alla chiesa, svolgevano il ruolo di produrre le ostie consacrate per la diocesi di Brescia. Queste ostie venivano fabbricate con metodo artigianale che consisteva nello stampare, con un apposito stampino, su una superficie piatta di farina impastata con l’acqua, l’ostia, rotonda così com’è, l’operazione lasciava dei ritagli, che le brave suorine confezionavano in sacchetti e distribuivano alla povera gente.

Oggi, che parliamo del restauro della chiesa, ci capita spesso d’incontrare delle persone, adulte per non dire anziane, che dicono “Io mi ricordo quand ero bambino, era durante la guerra o nei primi anni del dopo guerra, e al mattino come colazione, insieme con il latte beneficiavo di questi ritagli di ostie e mi sfamavo con quelle".

Una signora mi è venuta a raccontare alcuni particolari a questo proposito se può servire come aneddoto: dice che questi ritagli venivano diluiti e macerati, prima diluiti molto con l’acqua e che servivano, perché non c’era altro, come surrogato, come additivo al latte materno; durante la guerra era difficile trovare tutti quei prodotti che oggi un lattante può avere a disposizione; quando il bambino era un pochino più cresciuto c'era sempre la stessa pappina, ma era po’ più solida insomma, diluita con meno acqua.

 

 
     
   
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